Il ratto delle Sabine - Scultura Bronzea


Il ratto delle Sabine - Scultura Bronzea

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RATTO DELLE SABINE (1574-1580), Giambologna 

La famosa scultura del ratto delle Sabine ad opera dei romani emerge in un groviglio di figure che con grande tensione sembrano arrampicarsi l'una sull'altra fino alla cima. Il capolavoro dell'artista fiammingo del 16° secolo, Giambologna, rappresenta uno degli eventi più antichi nella storia di Roma, avvolto nella leggenda: il ratto delle Sabine fu un tema molto popolare nel tardo Rinascimento.

"In molti giunsero, con il desiderio di vedere la nuova città (Roma), specialmente quelli che abitavano nelle vicinanze...i Sabini, quindi, giunsero in massa, con molti bambini e mogli, meravigliandosi della velocità con cui Roma era cresciuta. Quando giunse il momento dei giochi programmati e tutti erano molto concentrati su questi, allora, come concordato, scoppiò una risas e i giovani romani corsero selvaggiamente per rapire le fanciulle. Molte finirono nelle mani del primo che incontravano: quelle che spiccavano per bellezza, destinate ai senatori più potenti, furono rapite dalle loro case da plebei cui era stata assegnata la missione...i genitori delle ragazze erano furiosi, e li accusavano di violare le regole dell'ospitalità e invocavano gli dei in cui onore erano venuti a vedere i giochi e i riti solenni, e si rivelarono vittime di fare eccessivo affidamento sulle leggi divine.....(Tito Livio, Ad Urbe Condita, I,9)

In breve, quando Roma, che grazie a Romolo si era ingradita a tal punto da essere in grado di competere militarmente con qualsiasi nazione, iniziò a capire che le donne erano scarse e il loro numero sarebbe bastato per una singola generazione se i Romani non avessero trovato abbastanza mogli da popolare ancora la città.

La soluzione che si trovarono ad operare fu quella di usare la forza, e Romolo, a questo punto, decise di organizzare i giochi solenni in onore degli Dei. Ordinò quindi ai suoi uomini di invitare i vicini all'evento, con lo scopo di mettere in atto un gigantesco rapimento delle loro donne, nel bel mezzo dei giochi. Secondo Plutarco, Romolo aveva organizzato il Ratto in modo che fosse di fatto l'inizio dell'integrazione forzata tra Romani e Sabini.

 

Il gruppo scultoreo, realizzato con grande perizia tecnica dal virtuoso Giambologna, esprime tutto il dramma della vicenza, dallo shock dell'anziano sabino padre della fanciulla, alla tensione estrema del giovane soldato romano, alla cima di questa torre di corpi che culmina con la disperazione e la sofferenza della donna che, come molte sue compagne contadine, non riesce a districarsi dalla presa del giovane.

 

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