Corridore in bronzo


Corridore in bronzo

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Corridore, Bronzo; h. 118 da Ercolano, “Villa de Papiri”, grande peristilio; Inv. 5626

Copia romana di originale greco del IV sec. a.C.

Replica. Dimensioni: 118cmX40cmX40cm

 

Si tratta di una statua in bronzo prodotta con la tecnica della cera persa. è stata realizzata  da un calco dell'originale fatto all'inizio del ventesimo secolo da una storica fonderia di Napoli, la fonderia Chiurazzi. Questa fonderia produceva, oltre che monumenti di grandi dimensioni, anche riproduzioni di statue dei principali musei, ed alimentava il mercato del "souvenir" per i viaggiatori di fine ottocento ed inizio novecento, i viaggiatori del Grand Tour.

La statua bronzea rappresenta un efebo nudo a grandezza naturale, colto nel momento della partenza di una gara in corsa: il torso è proteso in avanti, la gamba sinistra è avanzata, mentre la destra è arretrata, il capo è leggermente girato e i capelli articolati in ciocche scomposte.

Il giovane corridore (in coppia con uno simile), fa parte della decorazione del peristilio rettangolare, cioè del giardino porticato, della Villa dei Pisoni, detta Villa dei Papiri. Si trattava di un'enorme struttura, posta nel suburbio della città di Ercolano, che si estendeva per una lunghezza di 250 m.  Si componeva di un quartiere di abitazione e di un lungo giardino, con piscina e belvedere, decorato con una grandissima quantità di pregiate sculture di marmo e di bronzo. Un tale arredo, che si aggiunge alla ricca biblioteca greca, che ha restituito quasi 1800 rotoli di papiro  (da cui il nome della villa) con testi di filosofia epicurea, indica la raffinata cultura ellenizzante del proprietario, che amava dunque la civiltà greca e la filosofia epicurea.

La statua è la copia di una scultura greca di età alessandrina, collegata all’ambiente di Lisippo, il più grande scultore quell’epoca, databile tra la fine del IV secolo a.C. e gli inizi del III secolo a.C. 

Il giovane di bronzo, pronto ad intraprendere la sua corsa, fa riferimento al tema del ginnasio greco, così come il suo gemello e l’Hermes a riposo, e tutto il giardino porticato della villa è assimilato a questo luogo, dove i giovani si allenavano per le gare atletiche e si esercitavano nudi nei giochi ginnici. Poi, con il passare del tempo divenne un luogo per il ritrovo e l'educazione, dove si potevano tenere anche conferenze, lezioni e rappresentazioni teatrali. Gli efebi erano proprio giovani che, superati i diciotto anni, acquistavano pieni diritti di cittadinanza e intraprendevano l'istruzione militare. Anche Cicerone, in una lettera ad Attico, suo colto amico (Ad Atticum I, 6), lo prega di procurargli un Eracle (o Ercole, mitico personaggio, simbolo della forza) ed un'Ermatena (la fusione di Hermes, dio dell’intelligenza e della parola, con il suo corrispettivo femminile, Atena) per il giardino di una sua villa, perché acquistasse il tono di un ginnasio. Infatti, in epoca romana, già dal I secolo a.C. si era soliti collezionare statue e sculture che richiamassero modelli greci, legati non solo al mondo della cultura, della filosofia e della storia, ma in particolare al mondo dei giovani, che venivano educati molto presto alla politica e all’arte militare.

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-Ricostruzione in computergrafica del peristilio della Villa dei Papiri ad Ercolano (Capware), Soprintendenza Archeologica di Pompei.

-Ricostruzione della Villa dei Papiri a Malibù, California. Getty Museum

 

 

 

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