Tetradracma di Naxos (circa 460 a.c.)


Tetradracma di Naxos (circa 460 a.c.)

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40,00 / unità

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Le immagini e le parole incise sulle monete sono funzionali all'identificazione dell'autorità emittente, ad esempio le poleis, lo stato, o il sovrano, sotto la cui autorità la moneta è stata coniata. Nel mondo greco, l'immagine più comune è una rappresentazione della divinità patronale della città. 

Naxos, la prima colonia fondata dai Greci in Sicily sulla costa est, è la prima città a coniare moneta in Sicilia, dalla seconda metà del VI secolo a.c.

Dioniso, dio del vino e dell'esaltazione orgiastica, è raffigurato sulle monete coniate a Naxos intorno al 530 a.c., per celebrare il Dio e il vino prodotto sulle fertili pendici dell'Etna.

La testa di Dioniso è raffigurata sul fronte dell'antica moneta con i capelli legati e raccolti con una nastro in uno chignon sulla nuca. La barba, molto ben definita, ricade in maniera molto particolare nello spazio della moneta. Le labbra sono modellate molto dettagliatamente, il volto fissato in un leggero sorriso sensuale, che anticipa la soddisfazione e la gioia portate dal vino e dall'imminente processione orgiastica.

Il retro della moneta mostra un satiro in estasi (Sileno) con il membro eretto, tratto tipico delle rappresentazioni nell'arte Greca antica legate alla figura di Dioniso. Il satiro è raffigurato completamente nudo, nell'atto di portare una coppa di vino alle labra. L'incisore ha fatto in modo di dettagliare molto le immagini per farle entrare nello spazio ridotto della moneta: notevole è anche la perizia nella rappresentazione della massa muscolare, dell'espressione facciale e dell'orecchio appuntito.  

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